| Monsieur GIUGNO 2003 |
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Bene,
Avo, bis Pianista e produttore di sigari: la storia di Avo Uvezian in visita a Brescia presso il Club Calle de la Industria 520 L’immancabile cappello in paglia a larghe tese, un sorriso antico se sembra disegnato su misura dai grandi attori del passato. Avo Uvezian si presenta così all’Hotel Vittoria di Brescia, durante una serata di gala organizzata dall’attivissimo Cigar Club cittadino Calle de la Industria 520 (www.calledelaindustria520.org). Entrata da star in completo immacolato e perfettamente "a piombo" e subito verso un pianoforte che lo aspetta. Le dita scivolano tra la tastiera, e i ricordi volano a ritroso, nel passato tutto da raccontare di un uomo che parte dallo spartito per arrivare al tabacco. Tutto inizia, ovviamente, con la nascita: nella favolosa Beirut del 1926. La famiglia è di importanti musicisti: il padre era direttore d’orchestra sinfonica e compositore e la madre cantante famosa, per cui il giovane Avo non poteva che dedicarsi alla musica, in particolare classica e jazz, traendone ben presto un meritato successo supportato da un grande talento e un costante impegno. Inizia così la sua prestigiosa carriera viaggiando molto, prima in Medio Oriente con il suo trio jazz e in seguito diventando pianista in Persia presso la corte dello scià Resa Pahlavi. Ma la sua voglia di migliorarsi non lo ferma. Si reca, così, a New York per frequentare la rinomata Julliard School of Music, per completare la sua preparazione nel pianoforte classico e nella composizione musicale. Avo, però, non si accontenta dei risultati raggiunti, anzi, il suo spirito tenace e dinamico e la voglia di inseguire nuove opportunità lo spingono a dedicarsi anche ad altre attività imprenditoriali, ma non sempre con risultati positivi, tanto da aver spesso, per necessità materiale, bisogno di ricorrere al lavoro di piano-bar. Accanto al suo grande amore per la musica, Avo unisce il piacere dei sensi attraverso le cose buone che offre la vita. Nasce così una forte passione per i sigari, dei quali si delizia suonando il pianoforte e coinvolgendo il pubblico amante della sua musica, ma che sapeva apprezzare anche i suoi sigari. Così inizia un nuovo periodo della sua vita. Decide di farsi produrre in esclusiva i sigari, ma il momento imprenditoriale, come egli stesso racconta, arrivò quando la sua bambina di appena cinque anni gli disse, dopo che un fan gli aveva chiesto un sigaro: "Papà, , se te ne chiede un altro, faglielo pagare". Da questo momento cercherà di realizzare il sogno di condividere con altri il suo piacere per i sigari, cercando il produttore giusto. L’incontro con Hendrik Kelner fu decisivo. Infatti, nella Repubblica Dominicana trovò terreno fertile per la realizzazione dei suoi desideri, con la creazione del sigaro Avo. Nella Valle del Cibao trovò il terreno fertile per la coltivazione del tabacco che, unita alla grande esperienza di Kelner come creatore di sigari, portarono alla produzione di sigari in perfetta armonia. Nel 1988, i primi 100mila Avo furono messi in vendita a New York nei negozi Davidoff. Oggi la vendita supera i tre milioni di pezzi. Avo Uvezian ha raggiunto così l’apice di una carriera che si è dipanata in due settori con risultati strabilianti: musica e sigari, unendo alla perfezione l’armonia e la qualità. Il suo credo recita: "Offrire sempre e solo la prima qualità, presentare l’articolo in una confezione degna della qualità e pagare al fornitore un prezzo equo". Ed effettivamente, anche per merito delle confezioni e del design, che sono tra i migliori esistenti in commercio, come dimostra pure la linea apposita di accessori, la qualità è di prim’ordine.
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